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La iena si diverte.

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La iena si diverte.

La iena se ne frega. Dice una cosa e poi la nega. Si strappa di dosso il cuore per una quisquilia o per il suo contrario. Si mette addosso ‘a birritta ccu ‘i ciancianeddi e vaga per la città. La iena ride, urla a squarciagola, corre per la strada mentre le prefiche vestite di nero spargono lacrime sulla sua tomba vuota. La iena fa il solletico a chi la compiange, straccia le vesti e tira i capelli a chi la incensa, infesta i sogni di chi la incontra. La iena gira come una trottola e non sa femarsi. Tutto la trastulla, tutto la diverte, tutto la rende depressa e infelice, solare e mendace. La iena non è seria, non ci si può fidare, è una bomba impazzita che non si può controllare. Ha lasciato nella toppa la chiave della coerenza, della razionalità, spesso piange forte e pensa che non ce la farà. Dopo canta sotto la pioggia una canzone partigiana e la sua mente è vuota, vaga, strana. La iena è un noioso pedante accidente, sembra che gliene importi ma non gliene importa niente. Eppure quando nessuno se lo aspetta, quando nessuno crede più in lei, prende la rincorsa e diventa un’altra, splendente, amorosa, diversa, sembra proprio un’altra persona ma invece è sempre la stessa. La iena lascia una scia di astragali candidi alle sue spalle e ride, si diverte ancora, vive come se fosse arte, lei non si muove di un millimetro stando nell’atteggiamento di chi perennemente parte. La iena corre sopra il filo aspettando di cadere, lo sa che finirà ed è per questo che è capace di godere.

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