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Uscita lato destro.

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Ho paura, cazzo,

di tutto.

La fottuta morte è dietro l’angolo.

Come la diarrea,

come qualsiasi altra cosa.

Prendo la metropolitana

due volte al giorno

andata e ritorno.

Prossima fermata, uscita lato destro.

Grappoli di suore cadono sull’asfalto

e io tolgo il sonoro al mondo.

Io tolgo il sonoro al mio cuore

perché non ho parole che possano dirti

la verità.

Conosco le parole di molte canzoni ma

non conosco il nome di quello che provo per te.

E la morte è dietro l’angolo.

Come la diarrea,

come tutto il resto

tranne il nome di quello che provo per te.

Il bagno, è facile,

è sempre in fondo a destra

come l’uscita,

come la fottuta morte,

come il prossimo verso,

come l’angolo non ancora svoltato,

come tutto il resto, del resto,

tranne te.

 

(Calpurnia)

 

 

 

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La iena ha paura.

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La iena ha paura.
Preferisce ascoltare risate registrate di gente morta trent’anni fa e iniettarsi del caffè nero bollente in endovena piuttosto che mettere piede fuori dalla tana. La iena ha coperto gli specchi con pesanti drappi rossi e si è messa a piroettare in mezzo alla stanza.
Un tempo scardinava porte e beveva sapone liquido, perdeva tempo scarabocchiando futuri prossimi, remoti o anteriori e si manteneva vendendo fumo ai crocevia delle grandi strade maestre. La iena da giovane vagava indolente su boschi di chiodi e non sentiva dolore. Imparava a memoria l’amore lasciandosi bruciare sotto il sole. Un velo intessuto di fervida immaginazione la proteggeva dalla verità. Poi un giorno dovette andare ad abitare nel reale. E cominciò a tremare. Ma era solo delirium tremens.
La iena ha paura. O forse è solo rincoglionita. Piange  per un nonnulla e prenota il proprio servizio funebre per tenersi avanti col lavoro.
Non crede più alle storie che si racconta la sera prima di mettersi a letto. Non riesce a dormire. Fa fatica ad accettare che il sole sorga sempre da est e tramonti sempre ad ovest. Cova speranze di imprevedibili rovesciamenti di fronte. La iena si annoia e combatte a colpi di uncinetto contro nemici invisibili.
Quando oblìa la sua demenza pensa di avere realmente paura.
Così spesso manda in giro un’altra iena a vivere al posto suo.
L’altra iena è una carogna temeraria.
Si crede immortale e ruba i portafogli alle vecchiette che vanno dal parrucchiere.
La iena è una e bina. E se una metà fa cilecca, l’altra mira dritta al cuore e spara.