Archivi tag: cartacce

Piacere, Aforis Mario. E lui è il mio fratellastro Lapi Dario.

Standard

“Oggi mi sento come il marciapiede lungo il litorale di Ostia durante le mezze stagioni, quelle che non sanno più nemmeno loro se esserci o meno. L’anima disseminata di cartacce, involucri di patatine unti e cicche di sigaretta, un vento appiccicoso e greve attraccato alle giacche dei pochi passanti, le imposte sbarrate delle villette estive, pochi bar aperti per sbaglio. Roba che sembra una collezione completa di tristezza, una desolazione da enciclopedia, ma non proprio. Perché poi, appena il cielo comincia a farsi un pelino scuro, magari ti viene voglia di fumare una sigaretta sulla spiaggia grigio sporco, di fronte a quel mare che sembra una torbiera, e invece. Finisce che ti sfugge un sorriso e quando il buio è completo resti fulminato dalla certezza, immotivata ma bellissima, che qualcosa di gentile e inaspettato potrebbe ancora sorprenderti, nonostante tutto, dopo tutto”.

Non deve essere per forza tutto così complicato. La complicazione nasce come scorreggia della noia. E invece, a volte, basta solo saper mettere un punto al posto giusto per essere felici. O, male che vada, una virgola.

«La ragazza fissò il bicchiere vuoto sul bancone e si ricordò le parole di un tale che una volta le aveva detto: “Sai come vanno queste cose, no? Tutte le donne, dalle più semplici alle più complicate, in fondo sognano soltanto un principe che venga a prenderle per portarle via”. “Col cavolo” disse tra sé. Lei sognava qualcuno che la fermasse, qualcuno che le chiedesse di restare».

Trama nell’ombra e l’ombra trama dentro di lei. La romantica metafora ottocentesca del cuore spezzato è un’assurda baggianata per anime pie! Cosa cazzo dovrebbe importarle se lui è perso per sempre?? C’è ben di peggio: la dissenteria, la pellagra, Luca Canonici, un obelisco nel culo, la deriva postmoderna. Il cuore non si spezza! Tuttalpiù si ferma, per un’altra serie di motivi, in verità. E allora, muori.

 “Le tre di notte sono l’orario migliore per mettere le cose a posto. Sono il momento più propizio per dirsi che andrà tutto bene, che la valigia si chiuderà e le macchie spariranno dal parquet. Dirselo e crederci. Anche se è troppo tardi, anche se è già domani.”
Annunci