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#Percorro il lunghissimo vialone e mi imbatto nel passo sgraziato di una signora anziana. Guardo il suo culo tondo fasciato da un abitino a fiori di cotone ruvido e la città mi sembra già meno feroce, più accogliente, ammansita dal basculare morbido dei suoi piedi dentro le ciabatte di spugna. Mi domando cosa avrà preparato per cena, se ha pensato di fare le polpette al sugo per un nipotino o se dovrà accontentarsi di una minestrina sorbita in solitaria. Vorrei quasi aumentare il passo per raggiungerla e chiederglielo, ma poi mi fermo, aspetto che si imbuchi in un cancello sul lato destro della strada e poi proseguo il mio cammino, gli orli degli alberi della Caffarella si stanno già imporporando all’orizzonte e presto sarà buio, devo affrettarmi, è tardi.

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