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#”Bastan poche briciole, lo stretto indispensabile, e i tuoi malanni puoi dimenticar”: mastico il ritornello mattacchione dell’orso Baloo e penso che la verità sia sempre di una banalità accecante. Guardo fuori dalla finestra e la logica del profitto e del successo mi si palesa come un enorme mostro viola dai denti aguzzi che sbatte disperato la coda in questo inevitabile crepuscolo del capitalismo post-moderno. Ancora pochi colpi e poi stramazzerà, mi dico. Occorre inventarsi nuove tecniche di resistenza nel frattempo, deduco. Questa è la nuova battaglia, mi ripeto, cercando di intercettare lo sguardo di qualche sodale, al di là della nebbia, del fango e delle manipolazioni tipiche della società di massa. Intanto comincio io. Bevo un bicchiere, sorrido senza motivo. Se lo penso, dirò che è merda ciò che agli altri sembra cioccolata. Avrò più rispetto dei miei sentimenti, li tratterò come preziosi bicchieri in cristallo di Baccarat, non permetterò più nessuno, nemmeno a me stessa, di romperli. Non avrò paura. Perderò tempo. Come adesso, che dovrei fare altro ma mi lascio distrarre chiedendomi chissà che odore aveva la pelle di Herbert Pagani, chissà quanto sarebbe stato bello affondare la mano nei suoi capelli.

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