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#Combatto l’amarezza a modo mio, crogiolandomi in pensieri oziosi, come constatare l’imbolsimento facciale di Geena Davis o costruire astruse impalcature erotiche intorno alla figura di Andy Luotto, a causa dell’attrattiva fonetica del suo cognome. Non c’è spazio per la fantasia in questo scampolo di strada dove ormai anche il nasone perennemente gorgogliante ha deciso di abdicare alle foglie color cammello dei platani, arrendendosi all’apnea, alle scintille dispettose dei tram e allo scandaloso aumento del prezzo degli snack nei bar. Hanno perso la tenerezza persino le strisce pedonali, che infatti se ne fottono della tua incolumità e si lasciano sbiadire dalla pioggia andandosene con dispetto, quasi sbattendo la porta. E come se non bastasse in giro non c’è nemmeno uno straccio di cavallo da abbracciare, solo deserto di stucchi e cemento a perdita d’occhio. Mi lascerei cancellare dalla pioggia anche io, se non fosse per il guizzo inaspettato di un paio di occhi grigi, di velluto lucente, appoggiati da qualche parte appena più avanti, che basterebbe allungare la mano per afferrarli.

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