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#No, dico, ma perché diamine non possiamo semplicemente abdicare senza condizioni all’etica della leggerezza? Tipo che alla fine ogni affanno si risolve in una carezza gentile, come il suono di una voce arrochita che beffarda e garrula scandisce nel vento di aprile una sola totemica frase: “Daje Romoletto mio, non semo ancora finiti, no, non ancora”.

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