“Compagni di merende” in “Frammenti urbani” – Jolanda Freibush (2010)

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“Sono tutti fuori per lavoro,
hanno impegni improrogabili
e propositi crudeli sotto la camicia
e un buffet freddo che li aspetta
da qualche parte
nel pomeriggio.
Intanto tu mi lasci in pasto
al tuo sguardo
feroce,
te ne stai
in agguato
dall’altro lato della tovaglia cerata
e non dici mai niente,
deleghi a me l’incombenza
di crederti interessante.
C’è un mondo appena sotto il nostro
balcone scalcinato
ma ci resterà sconosciuto
ogni stupore
perché lo sciopero generale
paralizza le arterie principali
della città
e tu sei imbottito di noia, paura
e antistaminici
e io non ho abbastanza tabacco,
non mi basta
nemmeno per mezza sigaretta.
Forse ti ricordi di Mildred,
la mia amica col culo alto
che ti piaceva,
l’ho incontrata l’altro giorno
al parcheggio della stazione
si leccava le ferite
come un cane da combattimento
sfinito
dai troppi match
e non ho avuto il coraggio di salutarla
ho fatto finta che fosse
già salita su un bus mezzo scassato
per andare a rifarsi il trucco
da qualche parte in Illinois
o persino ad Albuquerque
ho inventato una distanza fisica
direttamente proporzionale
alla distanza dei nostri cuori
perché lei era proprio lì davanti
e io non avevo il coraggio
di fare un passo
volevo solo un panino al prosciutto
e una birra
e un presente meno inclemente
con noi e i nostri ricordi”.

“Compagni di merende” in “Frammenti urbani” – Jolanda Freibush (2010)

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