“Sintonie disfunzionali” in “La manopola della radio è rotta” – Jolanda Freibush (2011)

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“Una domenica mattina,
amore mio,
fermiamoci a Monterrey,
aspetteremo che il sole cali
oltre la curva della strada
per poterci tornare indifferenti.
Nel frattempo,
togliamoci i vestiti
per rotolare meglio
nella polvere,
niente di coereografico, per carità,
dobbiamo solo sopravvivere
al vento.
Mordiamoci le mani, amore,
ogni volta che una Chevrolet
taglia pigramente l’orizzonte
e disegnamoci sulla schiena
la faccia rugosa
del proprietario della pompa di benzina.
Ad un certo punto
io aggredirò il mio sacchetto di
caramelle gommose
e tu
fingerai che te ne importi qualcosa
dell’indice di borsa e
della precisa sfumatura dell’eliotropo.
Poi farà di sicuro troppo caldo
perché ce ne possa importare veramente
di qualsiasi cosa
e dopo un po’, di colpo,
sarà sera,
di nuovo,
e salteremo a bordo
e metteremo in moto
senza dirci neanche una parola.
Fino a che tu sarai lontano,
amore,
oltre la portata dello specchietto
retrovisore
e della memoria,
e io smetterò di sgranare i dettagli
sbiaditi
e saprò con certezza
chirurgica
di poterti amare bene
solo adesso
che non ti amo più”.

“Sintonie disfunzionali” in “La manopola della radio è rotta” – Jolanda Freibush (2011)

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