Epifania, tutte le feste porta via.

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Era una delle fobie preponderanti della mia infanzia. La Befana. Insieme a Pinocchio, gli scoppi improvvisi o programmati di palloncini o petardi e Babbo Natale. La Befana e Pinocchio in pole position, le deflagrazioni e Babbo Natale in posizione defilata, orrorifici, sì, ma meno devastanti della vecchia sulla scopa col porro sul naso e del bambino bugiardo fatto di legno. Di Pinocchio parlerò in seguito, sono ancora troppo bugiarda per essermi liberata del tutto di lui, ma la faccenda della Befana ve la voglio raccontare. Può risultare divertente, massì. Quando ero piccola, qualche parente mattacchione ebbe la fulminante idea di raccontarmi che questa vecchia del cazzo, orribile come poche, devastata dalle rughe, vestita di stracci, puzzolente, senza denti, ricoperta di pustole, naso adunco e occhi cisposi, mi avrebbe sì portato tanti regali, ma al prezzo di scoccarmi sulla guancia o sulla fronte una bacio a tradimento, prendendomi nel sonno, nella notte buia e senza stelle. Ecco io questa cosa qui non l’ho mai digerita. Tutta la mia stima e simpatia possibile per la vecchia sulla scopa, tutto il mio rispetto per il fatto di sobbarcarsi ogni anno l’onere di soddisfare i desideri regalifici di milioni di bambini, ma il bacio a tradimento, nella notte buia e tempestosa, il bacio a tradimento e la carezza del neo peloso sulla mia guancia o sulla mia fronte, mentre io dormo beata e speranzosa, no, no, e poi no, cazzarola! Già con mamma e papà ti lasciamo sul tavolo della cucina la tazzona di latte bollente e i biscotti da inzuppare, cos’altro vuoi di più? Pure il bacio a tradimento! Ma dico io chiedimelo, palesati e chiedimelo questo dannato bacio, magari possiamo arrivare ad un accordo. Magari te lo scocco sulla punta delle dita e poi te lo lancio da una distanza di sicurezza convenuta. Insomma, simpatica vecchina, cosa diamine hai da nascondere? Perché mi devi fregare nel sonno, per un po’ di balocchi e di caramelle? Perdinci la cosa non mi andava proprio giù. “Ma la Befana è delicatissima, non ti accorgerai di niente, stai tranquilla!” mi dicevano i miei. Tranquilla? Tranquilla un cazzo! E se mi sveglio ugualmente e me la trovo davanti, la vecchia, con la bava alla bocca, i capelli scarmigliati, gli occhi indemoniati e tutto il resto? Nel buio della notte nera ed assassina? Mi viene un coccolone, garantito. E io ci tengo alla pellaccia, sarò una superficialona della malora, ma ci tengo accidenti a me! Così restavo sveglia, tutta la notte, fino a quando, al mattino, qualcuno della mia famiglia non veniva a chiamarmi dalla mia cameretta per andare a controllare che la vecchia avesse fatto il suo dovere, portandomi gli agognati balocchi e il carbone, che son sempre stata un tantino cattiva, bisogna ricordarlo. Comunque ero convinta che, se restavo con gli occhi aperti, la Befana avrebbe desistito dal suo sornione proposito romantico. Ci credevo con tutta me stessa. E passavo la notte rigirandomi nel letto inzuppata di terrore, all’erta, impaurita ed emozionata al tempo stesso, che comunque l’attesa c’era ed era gravida di aspettative. Sono stati quelli i primi episodi di insonnia della mia vita, eppure esisteva una punta di felicità dentro quello spavento. La mattina infatti era tutto diverso, forse un bacetto, alla fine dei conti, la vecchietta se lo sarebbe pure meritato. Forse agiva di nascosto perché anche lei aveva paura, forse era timida. Chissà.

Adesso, che per molte riviste di costume dovrei cominciare a considerarmi adulta, la Befana non è più il mio spauracchio preferito. Anche Pinocchio e Babbo Natale hanno perso terreno. Gli scoppi improvvisi mi provocano ancora un bel po’ d’ansia, se ne sento uno controllo subito l’ora dall’orologio, nel caso in cui le autorità competenti mi dovessero sottoporre ad un interrogatorio, per un fatto di cronaca nera piuttosto serio. In ogni caso adesso la Befana è okay. Che mi venisse pure a baciare a tradimento di notte, magari mi trovasse dormiente! Invece sono un’insonne coi fiocchi e lei non mi fa più paura. Adesso sono altre le cose che mi terrorizzano, tipo gli aerei, la crisi economica, il precariato e gli uccelli morti in Arkansas, e mi piacerebbe che bastasse soltanto tenere gli occhi spalancati e credere con tutte le mie forze che questo basti, per stornarle tutte.

La Befana adesso mi manca.

Per cui il tazzone di latte bollente glielo lascio lo stesso, non si sa mai.

 

 

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