Quindici minuti.

Standard

Ultimi scampoli di pausa pranzo. Sensazione di appiccicume psico-fisico. Chissà quando riuscirò a rimediare un contratto che preveda i buoni pasto. Non ho voglia di fare carriera. Sono una pigra scansafatiche del cazzo, impregnata di sciocco spirito bohémien, per comodità più che per indole o convinzione, per vigliaccheria insomma. Voglio solo poter coprire le spese dell’ADSL ed acquistare birre trappiste, libri e pietanze surgelate qb, nient’altro. Sul serio. Per il resto, i quindici minuti stanno esaurendosi. Ho addosso come carogna putrefatta un pensiero che rischia di diventare ossessivo. Un puntolino rosso dentro il cervello. Non posso semplicemente amare freddamente la passione e freddamente cercare di rappresentarla, come faceva il buon Delacroix? No, non posso. Lui era un genio e io sono abbastanza nobilmente mediocre da riuscire a capire che la vita mi tocca viverla. Devo trovare il modo di sfuggire a questo atroce destino.
Se avessi diritto a dei buoni pasto, sarebbe tutto diverso.

Annunci

Una risposta »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...