<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Sangue dell&#039;Oca</title>
	<atom:link href="http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com</link>
	<description>Arsenico, vecchi merletti, personalità multiple che urlano scompostamente</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Mar 2011 18:50:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='artemisiagiuge6884.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://1.gravatar.com/blavatar/3b493907207c37bb30adee78a989f2c9?s=96&#038;d=http%3A%2F%2Fs2.wp.com%2Fi%2Fbuttonw-com.png</url>
		<title>Sangue dell&#039;Oca</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/osd.xml" title="Sangue dell&#039;Oca" />
	<atom:link rel='hub' href='http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>La Signorina Ics &#8211; Monologo teatrale</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2011/03/14/la-signorina-ics-monologo-teatrale/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2011/03/14/la-signorina-ics-monologo-teatrale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 18:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Fusar Poli]]></category>
		<category><![CDATA[Barbie]]></category>
		<category><![CDATA[cambio sesso]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo di identità di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Ken]]></category>
		<category><![CDATA[la prima cosa bella]]></category>
		<category><![CDATA[pattinaggio artistico]]></category>
		<category><![CDATA[Titanic]]></category>
		<category><![CDATA[vagina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=184</guid>
		<description><![CDATA[La Signorina Ics. (In sottofondo, “La prima cosa bella” cantata da Nicola Di Bari, la Signorina Ics si alza dal suo posto ed entra in scena, si sistema al centro e comincia a dondolarsi languidamente per qualche minuto sulle note della canzone. Sembra in estasi, ha gli occhi chiusi, poi ad un certo punto si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=184&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Signorina Ics.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>(In sottofondo, “La prima cosa bella” cantata da Nicola Di Bari, la Signorina Ics si alza dal suo posto ed entra in scena, si sistema al centro e comincia a dondolarsi languidamente per qualche minuto sulle note della canzone. Sembra in estasi, ha gli occhi chiusi, poi ad un certo punto si scuote, si accorge del pubblico di fronte a sé e comincia a parlare)</em>.</p>
<p>Oh… oh, accidenti, scusate, scusatemi, mamma mia, che figuraccia… (<em>Ridacchia imbarazzata</em>) Non volevo mica essere sfacciata, no, però questa è la mia canzone, non so se mi spiego, ecco, invece no, chissenefrega se è la tua canzone direte voi, avete pure ragione, vi sarò sembrata un’esibizionista, chissà che pessima impressione avrò fatto, alzarmi e mettermi a ballare in quel modo… Va bene, dai, aspettate un secondo, ecco, mi sistemo, (<em>si sistema i capelli, si rassetta gli abiti</em>) così, allora, sono a posto, sì? (<em>Si</em> <em>mostra al pubblico</em>). Beh? Insomma, che ve ne pare? No, cioè, non fraintendetemi, nel senso… non sono una pazza megalomane, però già che sono qui, approfitto della vostra gentile attenzione.</p>
<p>Ho proprio bisogno di un parere. Avanti, che ne dite, che ne pensate di tutto questo ambaradan? Coraggio, non fate i timidi, sono o non sono, com’è che si dice… ah, certo, sono o non sono “una bella gnocca”? (<em>Si imbarazza immediatamente</em>). Ehm, scusate, non ne faccio una giusta, accidenti a me! Devo imparare a parlare come si conviene ad una ragazza per bene, il problema è che ancora non mi sono abituata del tutto a questo nuovo vestito che porto. Bello vero? Sì, è meraviglioso, voi non potete immaginare per quanti anni io lo abbia desiderato,  quante notti insonni passate a immaginarlo dentro la mia testa, ci ho quasi consumato gli occhi sopra. E alla fine eccolo qui il mio vestito perfetto! (<em>Fa una giravolta – Qualcuno, dal pubblico, dice ad alta voce:</em> “A dire la verità, mi sembra uno straccetto comprato alla bancarella dei pakistani”)</p>
<p>Ma quale bancarella e bancarella d’Egitto! Cosa diamine avete capito? Ci ho sputato sangue e fatica sopra questo vestito, pakistani un corno! Non le vendono mica gli ambulanti un paio di tette così, un culo così femminile, una vagina di qualità come la mia, lavorata a mano da un professionista del settore, un pezzo unico, così perfetta e dettagliata da sembrare vera! Beh cosa sono quelle facce adesso? Non l’avevate capito? Bene, vuol dire che il chirurgo non era un ciarlatano da mercatino rionale. Certo che se però avete pensato davvero al vestito, beh, vuol dire che dovrò impegnarmi a calzare meglio tutto questo popò di attrezzatura nuova di pacca. Non è facile, no. Non lo è per niente. Ancora non mi sono abituata del tutto ad essere ciò che sono. In fondo, fino a sei mesi fa dovevo fare ancora i conti con un irriducibile pisello decisamente straordinario, modestia a parte. Nel senso che sarebbe stato perfetto quel bestione, se solo non fosse stato attaccato al mio corpo, se solo non fosse stato mio. Non l’ho mai potuto digerire quel dannato pistolino attaccato a tradimento al mio corpo, mai. Ero magro e sottile quando ero un maschio ma mi sentivo pesante come un elefante da circo. Io, che la prima volta che ho visto Titanic, ho invidiato Rose tanto per Di Caprio quanto per la rigida compostezza ed eleganza che le avevano impartito da bambina. Sognavo di essere aggraziato come lei, di sedermi a tavola con la schiena dritta come un fuso, di pulirmi soavemente gli angoli della bocca con il tovagliolo, per poi adagiarlo piano sulle gambe. E invece no. Avevo il pisello, io. Quella porzione di carne mi pesava addosso come un macigno di 150 chili, mi faceva sentire sempre eccedente, mai adeguato. Ero un corpo fuori fuoco. Non riuscivo a capire, spogliavo il pupazzo di Ken di mia cugina Maria e lo guardavo, era un maschietto, come me, era lui il pupazzo con cui mi toccava giocare, Barbie per le femminucce, Ken per i maschietti, tu sei come Ken tesoro, non come Barbie, ma non era vero, perché Ken senza vestiti era meglio di me, non aveva quella bacchetta fastidiosa in mezzo alle gambe lui, no, e io allora toccavo più e più volte la superficie liscia dei suoi non genitali di plastica e lo invidiavo, con violenza. Non ricordo più quante volte, di notte, abbia tentato di strapparmi di dosso quell’affare mostruoso, fino a farmelo sanguinare… volevo essere esattamente come Ken, senza niente di più. Ma non funzionava. Quando ero solo un bambino avevo persino difficoltà a fare la pipì, mi venivano i sudori freddi ogni volta che dovevo tirare fuori la protuberanza aliena, l’idea di dover pisciare in piedi, invece di sedermi comodamente sulla tazza come faceva mia madre, mi dava il voltastomaco. Così trattenevo la pipì per quantità esorbitanti di tempo, fino quasi a farmi scoppiare i reni e il più delle volte preferivo farmela addosso piuttosto che dover affrontare il supplizio del bagno. Alle elementari mi chiamavano il “Pisciasotto”, quando i ragazzi più grandi cominciarono a prendermi di mira, a mettermi nell’angolo e a picchiarmi, capii istintivamente che non era giusto, no, non era quella la forma che mi meritavo, mi era toccato in sorte un vestito di merda che non mi stava per niente bene addosso, ma purtroppo, se volevo sopravvivere, dovevo fingere che andasse bene così. Cominciai a rispondere alle botte, a sfidare i compagni di classe a chi sputava più lontano, a tirare i capelli alle ragazzine e cose di questo genere. Restai mascherato per parecchi anni e per un po’ non fu così difficile come avevo immaginato. Era più o meno come indossare un cappotto di lana ingombrante, di quelli che usavano i militari per andare in guerra in paesi molto freddi. Era scomodo e orribile a vedersi, mi potevo anche scordare leggiadria e compagnia bella e mi bruciava sulla pelle quella lana malefica cucita alla mia stessa carne, ma almeno mi faceva sentire al sicuro, protetto. Ero vigliacco, cosa volete che vi dica.</p>
<p>Poi ad un certo punto cominciai a sbattere. Cominciai di nuovo a sentirmi fuori misura. Volevo abbracci che non potevano contenermi, volevo gesti che non potevano incorniciarmi. Volevo fare l’amore, come non lo farebbe mai un uomo, con quel languore dolcemente velenoso di cui siamo capaci solo noi donne, volevo l’abbandono e le carezze, volevo essere nuda e che qualcuno mi vedesse per come ero davvero e mi fermasse, mi proteggesse invece di fuggirmi, volevo sussurrare e camminare in punta di piedi, volevo danzare sul ghiaccio senza mandarlo in frantumi, come vedevo fare a Barbara Fusar Poli in tv, durante i giochi invernali, lei, superba, dentro incredibili costumi luccicanti, venerata da Maurizio Margaglio, qualcosa del genere volevo, sì. E con il cappotto di lana tutto questo diventava complicato, molto complicato.</p>
<p>Mi innamorai, lui aveva la mia stessa età, diciotto anni, e amava le donne, le belle donne. Fu durante la gita scolastica, eravamo compagni di stanza. Volevo soltanto assaggiare il suo respiro. Così mi avvicinai al suo viso addormentato e lo baciai. In bocca rimase soltanto il buio e il gusto ferroso del mio sangue, causato dal suo pugno. Il cappotto di lana aveva perso il potere di proteggermi, non avevo più scampo. Disturbo di identità di genere, ecco la diagnosi, accertata da sessuologo, psicologo del consultorio e psichiatra, confermata dal consulente del Tribunale. Il giudice dice che va bene, posso cominciare a spogliarmi, posso cominciare a staccarmi la lana di dosso. Vediamo un poco cosa c’è sotto, dice. Ma ogni pezzo che tolgo via è uno strappo doloroso, si porta via brani di pelle sanguinolenti. Quattro anni di indagini, scandagliata peggio di un fondale marino, rivoltata come un calzino, ma pazienza, è la prassi. Va bene, so che ne vale la pena, lo so. Cure ormonali, estrogeni e antiandrogeni. Sparirà la barba, aumenterà un po’ il seno, finalmente niente più alzabandiera. Nel frattempo sono nervosa e poi depressa e poi di nuovo nervosa, aggressiva, senza libido, depressa, nervosa, depressa, aggressiva e cambio una parrucca alla settimana. Scelgo il chirurgo, il migliore per favore. Tre ore e mezzo di intervento, un capolavoro artistico, un lavoro di cesello, complimenti, il trucco c’è ma non si vede. Dopo l’operazione, ho dovuto portare, dentro la cavea nuova di zecca, una specie di palloncino, per quindici giorni, e poi tre volte a settimana, di notte, per tre mesi. Sarebbe stato tutto molto meno farraginoso se solo il buon Dio ci avesse fatto di pongo, no? Niente più abiti scomodi, niente più abbracci negati per questione di proporzioni, di opportunità. Comunque, credo che per me, dopo tutto questo, ne sia valsa la pena. Certo sono donna di fresco, devo allenarmi su tutta una serie di meravigliosi futili dettagli, devo prendere dimestichezza con la liturgia civettuola del detto non detto, vedo non vedo, ammiccamenti vari, vorrei ma non posso, no però è sì, frizzi e lazzi e svenevolezze… ho tutto il tempo che voglio per recuperare.</p>
<p>Adesso che sui documenti, alla voce sesso, c’è scritto, con un bel carattere burocratico imponente e deciso: “femminile”.</p>
<p>Però vi dico un’ultima cosa e poi tolgo il disturbo, giuro. La prima volta che mi sono sentita veramente me stessa è stata un’altra. È successo una settimana fa. Sono andata al palazzetto dello sport per pattinare sul ghiaccio. E quando sono passata dall’inserviente per riconsegnare gli stivaletti da pattinaggio, lui mi ha guardato e mi ha detto, semplicemente: “Signorina, lei è nata… per fare pattinaggio artistico, ha una grazia eccezionale, questo è poco ma sicuro”.</p>
<p>(<em>Esce di scena, danzando sulle note de “La prima cosa bella”, così come era entrata</em>).</p>
<p><a href="http://artemisiagiuge6884.files.wordpress.com/2011/03/188746_189996277706164_182442225128236_415324_3456073_n.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-185" title="188746_189996277706164_182442225128236_415324_3456073_n" src="http://artemisiagiuge6884.files.wordpress.com/2011/03/188746_189996277706164_182442225128236_415324_3456073_n.jpg?w=249&#038;h=300" alt="Boy and Girl." width="249" height="300" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/184/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=184&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2011/03/14/la-signorina-ics-monologo-teatrale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://artemisiagiuge6884.files.wordpress.com/2011/03/188746_189996277706164_182442225128236_415324_3456073_n.jpg?w=249" medium="image">
			<media:title type="html">188746_189996277706164_182442225128236_415324_3456073_n</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Epifania, tutte le feste porta via.</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2011/01/07/epifania-tutte-le-feste-porta-via/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2011/01/07/epifania-tutte-le-feste-porta-via/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 22:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[babbo natale]]></category>
		<category><![CDATA[bacio]]></category>
		<category><![CDATA[befana]]></category>
		<category><![CDATA[epifania]]></category>
		<category><![CDATA[fobia]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[scoppi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=181</guid>
		<description><![CDATA[Era una delle fobie preponderanti della mia infanzia. La Befana. Insieme a Pinocchio, gli scoppi improvvisi o programmati di palloncini o petardi e Babbo Natale. La Befana e Pinocchio in pole position, le deflagrazioni e Babbo Natale in posizione defilata, orrorifici, sì, ma meno devastanti della vecchia sulla scopa col porro sul naso e del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=181&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era una delle fobie preponderanti della mia infanzia. La Befana. Insieme a Pinocchio, gli scoppi improvvisi o programmati di palloncini o petardi e Babbo Natale. La Befana e Pinocchio in pole position, le deflagrazioni e Babbo Natale in posizione defilata, orrorifici, sì, ma meno devastanti della vecchia sulla scopa col porro sul naso e del bambino bugiardo fatto di legno. Di Pinocchio parlerò in seguito, sono ancora troppo bugiarda per essermi liberata del tutto di lui, ma la faccenda della Befana ve la voglio raccontare. Può risultare divertente, massì. Quando ero piccola, qualche parente mattacchione ebbe la fulminante idea di raccontarmi che questa vecchia del cazzo, orribile come poche, devastata dalle rughe, vestita di stracci, puzzolente, senza denti, ricoperta di pustole, naso adunco e occhi cisposi, mi avrebbe sì portato tanti regali, ma al prezzo di scoccarmi sulla guancia o sulla fronte una bacio a tradimento, prendendomi nel sonno, nella notte buia e senza stelle. Ecco io questa cosa qui non l&#8217;ho mai digerita. Tutta la mia stima e simpatia possibile per la vecchia sulla scopa, tutto il mio rispetto per il fatto di sobbarcarsi ogni anno l&#8217;onere di soddisfare i desideri regalifici di milioni di bambini, ma il bacio a tradimento, nella notte buia e tempestosa, il bacio a tradimento e la carezza del neo peloso sulla mia guancia o sulla mia fronte, mentre io dormo beata e speranzosa, no, no, e poi no, cazzarola! Già con mamma e papà ti lasciamo sul tavolo della cucina la tazzona di latte bollente e i biscotti da inzuppare, cos&#8217;altro vuoi di più? Pure il bacio a tradimento! Ma dico io chiedimelo, palesati e chiedimelo questo dannato bacio, magari possiamo arrivare ad un accordo. Magari te lo scocco sulla punta delle dita e poi te lo lancio da una distanza di sicurezza convenuta. Insomma, simpatica vecchina, cosa diamine hai da nascondere? Perché mi devi fregare nel sonno, per un po&#8217; di balocchi e di caramelle? Perdinci la cosa non mi andava proprio giù. &#8220;Ma la Befana è delicatissima, non ti accorgerai di niente, stai tranquilla!&#8221; mi dicevano i miei. Tranquilla? Tranquilla un cazzo! E se mi sveglio ugualmente e me la trovo davanti, la vecchia, con la bava alla bocca, i capelli scarmigliati, gli occhi indemoniati e tutto il resto? Nel buio della notte nera ed assassina? Mi viene un coccolone, garantito. E io ci tengo alla pellaccia, sarò una superficialona della malora, ma ci tengo accidenti a me! Così restavo sveglia, tutta la notte, fino a quando, al mattino, qualcuno della mia famiglia non veniva a chiamarmi dalla mia cameretta per andare a controllare che la vecchia avesse fatto il suo dovere, portandomi gli agognati balocchi e il carbone, che son sempre stata un tantino cattiva, bisogna ricordarlo. Comunque ero convinta che, se restavo con gli occhi aperti, la Befana avrebbe desistito dal suo sornione proposito romantico. Ci credevo con tutta me stessa. E passavo la notte rigirandomi nel letto inzuppata di terrore, all&#8217;erta, impaurita ed emozionata al tempo stesso, che comunque l&#8217;attesa c&#8217;era ed era gravida di aspettative. Sono stati quelli i primi episodi di insonnia della mia vita, eppure esisteva una punta di felicità dentro quello spavento. La mattina infatti era tutto diverso, forse un bacetto, alla fine dei conti, la vecchietta se lo sarebbe pure meritato. Forse agiva di nascosto perché anche lei aveva paura, forse era timida. Chissà.</p>
<p>Adesso, che per molte riviste di costume dovrei cominciare a considerarmi adulta, la Befana non è più il mio spauracchio preferito. Anche Pinocchio e Babbo Natale hanno perso terreno. Gli scoppi improvvisi mi provocano ancora un bel po&#8217; d&#8217;ansia, se ne sento uno controllo subito l&#8217;ora dall&#8217;orologio, nel caso in cui le autorità competenti mi dovessero sottoporre ad un interrogatorio, per un fatto di cronaca nera piuttosto serio. In ogni caso adesso la Befana è okay. Che mi venisse pure a baciare a tradimento di notte, magari mi trovasse dormiente! Invece sono un&#8217;insonne coi fiocchi e lei non mi fa più paura. Adesso sono altre le cose che mi terrorizzano, tipo gli aerei, la crisi economica, il precariato e gli uccelli morti in Arkansas, e mi piacerebbe che bastasse soltanto tenere gli occhi spalancati e credere con tutte le mie forze che questo basti, per stornarle tutte.</p>
<p>La Befana adesso mi manca.</p>
<p>Per cui il tazzone di latte bollente glielo lascio lo stesso, non si sa mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/181/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=181&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2011/01/07/epifania-tutte-le-feste-porta-via/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Uscita lato destro.</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2011/01/07/uscita-lato-destro/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2011/01/07/uscita-lato-destro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 22:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[diarrea]]></category>
		<category><![CDATA[metropolitana]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[uscita lato destro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=179</guid>
		<description><![CDATA[Ho paura, cazzo, di tutto. La fottuta morte è dietro l&#8217;angolo. Come la diarrea, come qualsiasi altra cosa. Prendo la metropolitana due volte al giorno andata e ritorno. Prossima fermata, uscita lato destro. Grappoli di suore cadono sull&#8217;asfalto e io tolgo il sonoro al mondo. Io tolgo il sonoro al mio cuore perché non ho [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=179&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho paura, cazzo,</p>
<p>di tutto.</p>
<p>La fottuta morte è dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Come la diarrea,</p>
<p>come qualsiasi altra cosa.</p>
<p>Prendo la metropolitana</p>
<p>due volte al giorno</p>
<p>andata e ritorno.</p>
<p>Prossima fermata, uscita lato destro.</p>
<p>Grappoli di suore cadono sull&#8217;asfalto</p>
<p>e io tolgo il sonoro al mondo.</p>
<p>Io tolgo il sonoro al mio cuore</p>
<p>perché non ho parole che possano dirti</p>
<p>la verità.</p>
<p>Conosco le parole di molte canzoni ma</p>
<p>non conosco il nome di quello che provo per te.</p>
<p>E la morte è dietro l&#8217;angolo.</p>
<p>Come la diarrea,</p>
<p>come tutto il resto</p>
<p>tranne il nome di quello che provo per te.</p>
<p>Il bagno, è facile,</p>
<p>è sempre in fondo a destra</p>
<p>come l&#8217;uscita,</p>
<p>come la fottuta morte,</p>
<p>come il prossimo verso,</p>
<p>come l&#8217;angolo non ancora svoltato,</p>
<p>come tutto il resto, del resto,</p>
<p>tranne te.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Calpurnia)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/179/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=179&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2011/01/07/uscita-lato-destro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Discount.</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/11/30/discount/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/11/30/discount/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 03:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[discount]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[ombrello]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[Precariato]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=177</guid>
		<description><![CDATA[Sono entrata nel discount senza l&#8217;idea precisa di fare la spesa. Ci sono entrata perché non avevo niente di meglio da fare quel pomeriggio e Disneyland Paris era un tantino troppo distante per la portata dei miei piedi. Così, uscendo per la terzultima volta dall&#8217;ufficio, invece di tornare direttamente a casa, ho preso la seconda deviazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=177&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono entrata nel discount senza l&#8217;idea precisa di fare la spesa. Ci sono entrata perché non avevo niente di meglio da fare quel pomeriggio e Disneyland Paris era un tantino troppo distante per la portata dei miei piedi. Così, uscendo per la terzultima volta dall&#8217;ufficio, invece di tornare direttamente a casa, ho preso la seconda deviazione a destra e sono andata. Pioveva forte, nonostante questo una giovane coppia pomiciava duro contro il muro di un palazzo. Nonostante la pioggia qualcuno era in coppia, qualcuno pomiciava, qualcuno perdinci se ne fregava della pioggia, qualcuno se ne fregava della recessione, degli scandali, dell&#8217;inflazione, dei buoni pasto, dei tagli alla cultura, dell&#8217;affondamento di Venezia e pomiciava duro contro il muro di un palazzo grigio con la facciata a bugnato, sotto lo scroscio imponente di un acquazzone da manuale. Io ho il mio ombrello rosso a fantasia scozzese e una grande voglia di vomitare o di incendiare un locale di cabaret. Non ho voglia di ridere, forse ho voglia di pomiciare, ma sono troppo preoccupata per la pioggia, per la crisi e per Venezia, anche se vivo a Roma, per riuscire ad impegnarmi seriamente a farlo. Forse poi sono anche troppo grassa, troppo poco produttiva, ho troppi bracciali appesi ai polsi, che ne so. Banalità e onicofagia mi impediscono di librarmi al di là dell&#8217;onanismo mentale che mi attanaglia. Sarà che bevo troppo caffè e mangio molti carboidrati. Ho il cervello in pappa, una patetica tendenza all&#8217;inconcludenza e casa mia è piena di mensole impolverate, ricordi, stivali di gomma, poster adolescenziali, scontrini e nastro adesivo. Comunque. Sono entrata nel discount perché mi sentivo improduttiva e sconfitta e perché lungo il viale che stavo percorrendo era il discount l&#8217;unico punto ad essere illuminato. Sono entrata dentro il negozio e mi sono tuffata nei corridoi, tra gli scaffali colmi di golosità nocive e colorate, godurie senza marca e a metà prezzo, delizie farcite di conservanti e materiali di scarto. Salatini giapponesi, cialde svedesi ricoperte di cioccolato, cous cous liofilizzato, cioccolata aromatizzata all&#8217;amaretto, the in polvere, formaggio cremoso alle erbe, una mitragliata di cibo sintetico vestito a festa per il Carnevale di Rio. Di colpo, quasi a tradimento, mi sono sentita felice. Insomma, proprio quella roba lì. Quel calore appiccicoso che ti prende in mezzo al petto, quel formicolio che si irradia dal centro del tuo corpo e ti fa vibrare la punta delle dita e gli angoli della bocca. E non è un ictus, no. Tu sei felice. E non importa più quanto possa essere triste Venezia. Sei felice. Io ero stata felice l&#8217;ultima volta tre mesi fa. Mi ricordo il giorno e l&#8217;ora, il come e il perché.  Mi ricordo lui, perché nove volte su dieci in casi come questo c&#8217;è sempre un lui o una lei di mezzo. Mi ricordo un vassoio di metallo, un ritmo sincopato e tutta una serie di circostanze imperfette. Mi ricordo che prima stava andando tutto male e tutto male è andato dopo, ma durante, cazzo, beh, quello lasciatemelo stare, per un secondo ero a posto, in culo Venezia, la paura della morte e i manici di scopa. Mi ricordo esattamente che la sensazione calorifera è durata 15 ore, non un minuto di più, non un minuto di meno. Poi ad un certo punto i dettagli hanno perso consistenza, le incongruenze sono tornate alla riscossa e ritrovare quel cazzo di appiccicume salvifico è diventato via via più farraginoso. Ho percorso diversi chilometri a felicità zero, in seguito.</p>
<p>Fino al discount. Lì finalmente ho sentito che potevo permettermi di nuovo qualcosa.</p>
<p>Non proprio la versione originale della felicità. Un surrogato, senza etichetta, imbottito di coloranti e conservanti. Ma va bene lo stesso, anzi, conviene di più, costa di meno. Mi servirà da placebo per affrontare l&#8217;inverno, il precariato, il fatto di dovermi accontentare solo del momento migliore, di non potergli cambiare la vita in mio favore, diavolo d&#8217;un Tondelli, mentre la coppia di limonatori selvaggi continua a pomiciare duro sotto la pioggia, nonostante la pioggia, davanti alla facciata a bugnato, fuori dal discount.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/177/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=177&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/11/30/discount/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ultimo bicchiere di vino.</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/11/24/lultimo-bicchiere-di-vino/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/11/24/lultimo-bicchiere-di-vino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 01:28:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[Bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[catena di montaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclo Produttivo]]></category>
		<category><![CDATA[Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Desideri]]></category>
		<category><![CDATA[Dismissione]]></category>
		<category><![CDATA[industrializzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Precariato]]></category>
		<category><![CDATA[Produttività]]></category>
		<category><![CDATA[Superfluo]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=170</guid>
		<description><![CDATA[Il giorno in cui mi dissero che era finita, sono rimasta in ufficio fino alla fine dell&#8217;orario di lavoro. Poi, allo scoccare dell&#8217;ultimo minuto, nell&#8217;ultimo secondo, ho indossato la giacca e ho agganciato ogni bottone alla sua asola con una flemma impeccabile, in un tempo immobile e severo come una quaresima. Ho sbattuto la porta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=170&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno in cui mi dissero che era finita, sono rimasta in ufficio fino alla fine dell&#8217;orario di lavoro. Poi, allo scoccare dell&#8217;ultimo minuto, nell&#8217;ultimo secondo, ho indossato la giacca e ho agganciato ogni bottone alla sua asola con una flemma impeccabile, in un tempo immobile e severo come una quaresima. Ho sbattuto la porta andandomene e ho sceso le scale. Sono uscita in strada che di nuovo pioveva e ho zigzagato fra le pozzanghere, sul marciapiede malmesso, incantata dal suono avvolgente e apocalittico delle sirene di ambulanza. Ho imboccato la prima porta scorrevole che ho incontrato e sono finita nei dedali rassicuranti del supermercato di quartiere. Ho comprato una bottiglia di vino novello e sono ritornata alla pioggia, poi alla mia casa. Ho stappato la bottiglia di vino e ho costruito la litania laica della mia quotidiana disfatta. Una goccia di rosso vermiglio si è addormentata placida sulla federa del cuscino. Ho fatto finta di niente, tra qualche ora non avrebbe più avuto nessuna importanza. Non avrebbe avuto importanza la polvere sui libri, la pila di piatti sporchi nel lavello, l&#8217;ammasso di biancheria da lavare, i batuffoli di sporcizia sotto gli sgabelli e gli alloggi per le lampadine lasciati vuoti da un&#8217;eternità, giacché mi era così dolce rimandare il momento di comprare lampadine nuove per sostituire quelle fulminate. Non avrebbe più fatto differenza tra poco. C&#8217;era stato un tempo in cui confidavo nel domani e continuavo ad allevare le mie tenebre da salotto. Ma non adesso. Adesso mi sono guardata intorno e ho bevuto generosi sorsi di penombra insieme al mio vino a buon mercato. Bisognava brindare finché c&#8217;era ancora tempo, bisognava brindare perché mancava troppo poco alla fine per poter pensare alla raccolta differenziata o a te che sei andato via. Sarebbero arrivati a breve e sarebbero stati veloci e implacabili come una dose massiccia di lassativo. Ancora tre quarti di litro di speranza e poi puff, il niente. La squadra speciale Efficienza, investita della sua sacra missione direttamente dal Governo Centrale, avrebbe raggiunto a momenti casa mia e mi avrebbe disattivata. Non ero più produttiva, non contribuivo ad ottimizzare il ciclo, il mio lavoro non dava luogo ad utili o a flussi danarosi, non ero dunque più necessaria alla società civile, bisognava affrontare la crisi economica e i cambiamenti climatici: in questo tempo, che ieri qualcuno avrebbe chiamato futuro, gli esseri inutili si disattivano e si smaltiscono come rifiuti speciali. A quanto pare non avrei sentito dolore. Ad un certo punto avrei aperto la porta e uno di Loro mi avrebbe guardata, identificata e probabilmente con una carezza sulla nuca avrebbe spento l&#8217;interruttore. Quasi un&#8217;ultima tenerezza, una gentilezza tenuta in caldo sotto il guanto del funzionario, per dimostrarmi fino alla fine la magnanimità del Governo Centrale, la Giustezza del Sistema. In fondo è come addormentarsi, niente di più facile. Poi mi avrebbero riciclata. In giro si dice che ti portino in centrali apposite per ridurti in truciolato destinato a riscaldare le abitazioni di quelli che restano produttivi. Sapevo già da un pezzo che per me sarebbe finita in questo modo. Quando me l&#8217;hanno detto chissà se si aspettavano una reazione esagerata, inconsulta, chissà se avevano pronto un dispositivo di emergenza da premere sotto la scrivania, per rendermi innocua in caso di esplosione violenta. No, non avevano un bel niente, sapevano che non avrei potuto obiettare. Infatti io non mi sono arrabbiata. Me lo aspettavo. Ci educano fin da piccoli ad osservare scrupolosamente la liturgia della Produttività, ci ripetono ogni fottuto secondo della nostra esistenza che il Modello della Catena di Montaggio e dell&#8217;Industrializzazione Sistematica è l&#8217;unica opzione filosofica possibile, l&#8217;unica possibilità per continuare a far funzionare il mondo. Tutto è funzionale al Ciclo Produttivo: il lavoro, i desideri, i sentimenti, tutto quanto. Non puoi fare a meno di aderire, di essere organico al Progetto. Così alla fine se non funzioni più a dovere diventi  poi docilmente organico alla tua stessa dismissione. E il Sistema arranca, ma riesce a tirare il fiato ancora per un po&#8217;, sgranocchiando le ossa dei suoi figli meno adatti, che corrono verso il nulla, ben felici di lasciarsi sgranocchiare, in un estremo tentativo di vedere ancora baluginare in sé un residuo di Utilità. &#8220;Sei qui perché dobbiamo ufficializzare il tuo licenziamento. Conosci la procedura, finisci il tuo turno qui e poi torna a casa. Il licenziamento e la tua riconversione verranno completati dalla Squadra Speciale. Buon lavoro&#8221;. Me lo hanno comunicato così, secchi e concisi come un dry gin, convocandomi a metà mattinata dentro la Sala Riunioni luccicante di formica bianca, c&#8217;è stato un silenzio stantio come un cracker abbandonato a respirare fuori dalla confezione, dopo. Era giovedì e io dovevo ottemperare ad un nuovo compito, avendo mancato tutti gli altri obiettivi di profitto. Ma io devo festeggiare come si deve questo meraviglioso addio al mondo che mi spetta, come fulgido trofeo di una vita che non ho saputo votare al totem della Produttività. Posso produrre solo calore, potrò farlo solo in forma di truciolato, sarà questo il mio nuovo incarico a progetto. Va bene, festeggiamo, lasciatemi ballare la mia ultima polka. Mi resta il fondo di un ultimo bicchiere di vino e poi loro saranno qui, lo sento. E mi rendo conto che vorrei concedermi qualcosa di più della semplice ebrezza del vino, che mi si fa di colpo amara perché non la riesco quasi a scindere dalla filiera di produzione che dalla vigna l&#8217;ha portata sulla mia tavola, ungendo persino gli ingranaggi del mio ultimo bisogno per farli aderire perfettamente ad un modello di consumo. Mi rendo conto che vorrei avere cose che il Sistema non può più produrre: caos, insensatezza, errori e possibilità. Alternative e bauli pieni di cose inutili, superflue. Vorrei farne una scorpacciata. Vorrei avere tempo, da perdere. Come accadeva prima di questo futuro amniotico e claustrofobico, quando la Società affondava molto più velocemente, ma cazzo, sì, forse ne valeva la pena, oh sì, ne valeva la pena. Vorrei avere il coraggio di giocarmi tutto per un sì o per un no, contro ogni ragionevole cautela e principio economico. Se avessi solo un altro mezzo litro di tempo lo impiegherei per essere io a digli &#8220;Hai gli occhi belli&#8221;, prima di qualsiasi altra donna. Invece mi è rimasto solo il fondo del bicchiere, me lo scolo in fretta e con il dorso della mano mi pulisco per bene gli angoli della bocca.</p>
<p>Suonano alla porta.</p>
<p>Devo andare ad aprire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/170/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=170&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/11/24/lultimo-bicchiere-di-vino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Dentro gli occhi.</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/11/14/dentro-gli-occhi/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/11/14/dentro-gli-occhi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 01:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[dormire]]></category>
		<category><![CDATA[melatonina]]></category>
		<category><![CDATA[mutismo]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[sentimento]]></category>
		<category><![CDATA[venti anni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=167</guid>
		<description><![CDATA[Sono vent&#8217;anni che ti guardo. Vent&#8217;anni, capisci? E&#8217; una fottuta eternità che io ti guardo e tu non dici niente. O forse mi hai parlato, qualche volta, ma io non riesco a ricordare nemmeno una parola. Sul serio, mi sforzo ma dentro gli occhi mi resta solo il nulla lattiginoso di un&#8217;insonnia chilometrica e priva [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=167&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono vent&#8217;anni che ti guardo. Vent&#8217;anni, capisci? E&#8217; una fottuta eternità che io ti guardo e tu non dici niente. O forse mi hai parlato, qualche volta, ma io non riesco a ricordare nemmeno una parola. Sul serio, mi sforzo ma dentro gli occhi mi resta solo il nulla lattiginoso di un&#8217;insonnia chilometrica e priva di significato e un paio di scatolette di tonno sottolio, un accendino con dentro un fiore di plastica e un cavatappi d&#8217;acciaio.</p>
<p>Tutto è andato a male. Sono mesi che non faccio la spesa e notevoli strati di muffa hanno ricoperto ogni cosa. E tu continui a non dirmi niente. Perché non parli? Non sei mica fatto di vetro, o di marmo. Per quel che ne so sei antropomorfo e senziente, puoi pensare, puoi esprimerti, puoi agire. Invece te ne stai anche tu là fermo immobile, come un pezzo dell&#8217;arredamento, a lasciarti ricoprire dalla ruggine, dai batteri, dal verderame, brutto salame, e non dici niente. Sai solo ferirmi. E puzzare, come lonza di maiale andata a male. Ora sto esagerando. Forse non puzzi, forse non pensi, forse non esisti nemmeno. La tua barba esiste solo dentro la mia testa e non hai mai detto &#8220;andiamo in scena&#8221; o &#8220;funzionerà&#8221; o fatto una carezza, una genuflessione, una giravolta. Ho sognato un&#8217;alba di pioggia e c&#8217;eri anche tu. Annusavi l&#8217;aria, come un segugio. Eri ancora semi intorpidito dal sonno, ma sorridevi. Avevi dentro un ricordo, delizioso come la rugiada. Pensai che era tutto molto bello. La pioggia che toglieva il disturbo, tu che ti stiracchiavi nel vano della porta, molle come un gatto.</p>
<p>Ma alla fine è restata solo l&#8217;insonnia e una bestemmia, sussurrata nell&#8217;incoscienza. Era tutto un po&#8217; ridicolo tra di noi. Facevamo ridere tutti, forte, nella notte, tra le bottiglie e i bicchieri smerigliati. Facevamo ridere forte. Ridevano tutti troppo forte, io non riuscivo a dormire. Forse ridevi anche tu, di me. Ma io facevo finta di niente, ti guardavo, negli occhi, assumendo un&#8217;espressione molto sapiente, molto compiaciuta, la faccia di quella che la sapeva lunga. Ti guardavo anche mentre tu guardavi altrove, senza sapere che tu guardavi altrove sempre, anche quando guardavi me. Pensavo che il mio sguardo avesse un peso dentro al tuo e se si affacciava un dubbio, scrollavo la testa con studiato mestiere e ti offrivo da bere. Mi piace portare i pantaloni, mi piace schifosamente dire la cosa sbagliata al momento sbagliato. Addossare la colpa al destino. A te che non parli. Alla melatonina che non funziona. Ma non divaghiamo. Parla, cazzo. Dì qualcosa. Fa che non siano passati invano questi venti anni di occhiaie, di fughe, di frigoriferi rotti, di false promesse, di carriere mancate, di inviti, di orge, di rivoluzioni, di diarree, di schiaffi e inversioni a u, questi venti anni feroci, fatti di aborti, di sogni, di connessioni neuronali, di delusioni, trip lisergici, questi venti anni commoventi, coi momenti persi per vigliaccheria, per mancanza di voglia di fare, fatti di scuse, di commiserazione, di una giustifica firmata per ogni occasione. Venti anni, capisci? E tu sei rimasto uguale, non sei invecchiato di un centimetro. La tua faccia non è franata a causa del cattivo tempo, delle preoccupazioni, del naturale processo di decomposizione. Io me ne sto qui, con gli occhi spalancati e la faccia divorata dal sonno e cerco solo di capire, di decifrare geroglifici post-moderni, di realizzare modellini di un reale che è ammuffito da decenni. Ma neanche poi tanto. Ho rinunciato da un pezzo a cercarmi dentro gli specchi, come facevo sempre prima, quando non mi pareva convincente l&#8217;ipotesi di esistere davvero. Ora non ho più niente da cercare, da constatare, da razionalizzare. Prima o poi smetterò di cercare anche te. Te che correvi nella sabbia e mi lasciavi indietro, a perdere i miei effetti personali e la mia dignità come manciate di aghi di pino. Eppure allora sentivo il coraggio pulsarmi nella giugulare. Pensavo che prima o poi ti avrei acciuffato e sbattuto contro il primo fottutissimo muro. E tu avresti parlato, dannazione, sì, avresti cantato come un uccellino. Ma ho avuto il fiato corto e la gamba stanca, ho mandato in corto circuito l&#8217;efficacia dell&#8217;esegesi di ciò che mi facevi sentire. E adesso che continui a non parlare e sono passati vent&#8217;anni sento che è arrivato il momento.</p>
<p>Buona notte.</p>
<p>E vaffanculo, potevi scrivermelo anni fa su un pezzo di carta che eri muto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/167/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=167&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/11/14/dentro-gli-occhi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La sorellina.</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/14/la-sorellina/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/14/la-sorellina/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 01:51:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[guitto]]></category>
		<category><![CDATA[idraulico]]></category>
		<category><![CDATA[muffin]]></category>
		<category><![CDATA[rapporti]]></category>
		<category><![CDATA[sorellina]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=159</guid>
		<description><![CDATA[Mia sorella è una persona felice. Mia sorella sogna. Allevare un batterio, mangiare omogeneizzati, andare in qualche posto dotato di un basic appeal, un posto che non significa niente per le migliaia di persone che lo frequentano di solito ma che per lei è tutto, perché ancora non c&#8217;è mai stata. Cose di questo tipo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=159&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mia sorella è una persona felice. Mia sorella sogna. Allevare un batterio, mangiare omogeneizzati, andare in qualche posto dotato di un basic appeal, un posto che non significa niente per le migliaia di persone che lo frequentano di solito ma che per lei è tutto, perché ancora non c&#8217;è mai stata. Cose di questo tipo. Mia sorella coltiva sogni che fanno pendant con la sua pragmatica tempra da colonnello inglese, addestrato ad affrontare i disastri ed i trionfi con la stessa medesima flemmatica leggerezza ingenua e sfrontata. Io, a differenza di mia sorella, non sono stata capace di continuare a rinunciare ai dolci, il mio bidè si è rotto all’epoca del primo Sanremo di Bonolis e non ho ancora trovato uno straccio di idraulico per farlo riparare. Lei avrebbe agito diversamente. Lo avrebbe riparato con le sue mani quel bidè fottuto o piuttosto avrebbe rapito un idraulico qualsiasi e avrebbe costretto lui ad aggiustarlo, al diavolo la lista di attesa e i preventivi. E si sarebbe fatta fare anche lo sconto, a lavoro finito, potrei scommetterci.</p>
<p>Mia sorella vince al gioco, mia sorella tira sul prezzo, mia sorella attribuisce al denaro la giusta importanza, e anche un po&#8217; di più.</p>
<p>Mia sorella ha buon gusto, mia sorella sa abbinare i colori che indossa, mia sorella possiede senso pratico, lei il senso pratico lo tiene saldamente al guinzaglio, da dominatrice.</p>
<p>Mia sorella sa fare una torta alla ricotta da jackpot iperglicemico e sa declinare i muffin in tutte le accezioni possibili, concepibili e inconcepibili, molto meglio dei verbi greci e latini. Le piace studiare nel cesso e ballare, follemente, sulle note delle canzoni più assurde.</p>
<p>E&#8217; una piccola smorfiosetta tutta vezzi e mossettine, ha un vocabolario di espressioni irritanti che le distorcono il viso rotondo in una poliedrica maschera da guitto consumato con sulle spalle fin troppo mestiere. Io la guardo disgustata e le ripeto che se continua così le verranno delle rughe profonde come il canale di Suez, ma lei non fa una piega. Mi guarda con sufficienza e se ne va, sicura del suo charme, del suo inarrestabile successo umano e sociale.</p>
<p>Era distante anni luce mia sorella, fino a ieri. Irraggiungibile. Poi all&#8217;improvviso me la sono trovata di fianco, senza capire come o perché. All&#8217;inizio mi è preso un colpo. Invece non era così male. Ho cominciato a ridere alle sue battute e lei ad ascoltare con piacere la musica del mio mp3. Senza rendermene conto è diventato meno importante essere così diversa da lei. Io che non so cucinare, che non so tenere in ordine né una stanza di 20 mq né quel baraccone insensato che è la mia vita e soprattutto non so abbinare i colori o assorbire con serenità i contraccolpi delle più banali vicende sentimentali e umane. Io che piango, guardando lei piangere per un filmetto romantico di matrice americana, ed è sfiancante, perché il suo pianto granitico è in pole position già ad una distanza siderale rispetto alla scena clou. Io che corro, disperatamente, dentro i libri e faccio salti giganteschi fuori dal mondo perché non sono poi così tanto capace di abitarci dentro, come riesce a fare lei, con grazia inconsapevole. Lei, la sorellina, la più piccola, che invece è più solida di qualsiasi fortezza e dà punti a me, la sorella maggiore, e io posso solo guardare strabiliata, masticando pop corn innaffiati con molto burro. Io dovrei essere l&#8217;esempio, ma sono quella che è volata via sull&#8217;aquilone, per spassarsela un po&#8217;, mentre lei è quella restata ben piantata a terra, albero secolare e saggio, nicchia accogliente, ancora d&#8217;argento che mi tiene aggrappata alle cose più vere.</p>
<p>Però prende i miei trucchi senza chiedermi mai il permesso.</p>
<p>E questo, dai cazzo, proprio non si fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/159/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=159&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/14/la-sorellina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quindici minuti.</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/06/quindici-minuti/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/06/quindici-minuti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 01:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[15 minuti]]></category>
		<category><![CDATA[buoni pasto]]></category>
		<category><![CDATA[Delacroix]]></category>
		<category><![CDATA[pausa pranzo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=155</guid>
		<description><![CDATA[Ultimi scampoli di pausa pranzo. Sensazione di appiccicume psico-fisico. Chissà quando riuscirò a rimediare un contratto che preveda i buoni pasto. Non ho voglia di fare carriera. Sono una pigra scansafatiche del cazzo, impregnata di sciocco spirito bohémien, per comodità più che per indole o convinzione, per vigliaccheria insomma. Voglio solo poter coprire le spese [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=155&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ultimi scampoli di pausa pranzo. Sensazione di appiccicume psico-fisico. Chissà quando riuscirò a rimediare un contratto che preveda i buoni pasto. Non ho voglia di fare carriera. Sono una pigra scansafatiche del cazzo, impregnata di sciocco spirito bohémien, per comodità più che per indole o convinzione, per vigliaccheria insomma. Voglio solo poter coprire le spese dell&#8217;ADSL ed acquistare birre trappiste, libri e pietanze surgelate qb, nient&#8217;altro. Sul serio. Per il resto, i quindici minuti stanno esaurendosi. Ho addosso come carogna putrefatta un pensiero che rischia di diventare ossessivo. Un puntolino rosso dentro il cervello. Non posso semplicemente amare freddamente la passione e freddamente cercare di rappresentarla, come faceva il buon Delacroix? No, non posso. Lui era un genio e io sono abbastanza nobilmente mediocre da riuscire a capire che la vita mi tocca viverla. Devo trovare il modo di sfuggire a questo atroce destino.<br />
Se avessi diritto a dei buoni pasto, sarebbe tutto diverso.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/155/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=155&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/06/quindici-minuti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>24ore (proiezioni oniriche).</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/06/24ore-proiezioni-oniriche/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/06/24ore-proiezioni-oniriche/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 01:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[lenzuolo]]></category>
		<category><![CDATA[lui]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[proiezioni oniriche]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=152</guid>
		<description><![CDATA[Francamente un&#8217;acconciatura ridicola. Avevo provato a staccarmi la testa con una rasoiata ma il colpo era venuto floscio e sbieco. La testa è rimasta al suo posto e i capelli imbizzarriti si sono sparpagliati senza ritegno sul capo, ciocche sbilenche e frange storte, la proiezione realistica e concreta del peggiore degli incubi di Jean Louis [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=152&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francamente un&#8217;acconciatura ridicola. Avevo provato a staccarmi la testa con una rasoiata ma il colpo era venuto floscio e sbieco. La testa è rimasta al suo posto e i capelli imbizzarriti si sono sparpagliati senza ritegno sul capo, ciocche sbilenche e frange storte, la proiezione realistica e concreta del peggiore degli incubi di Jean Louis David. Poi mi sono addormentata, qualche giorno fa. E non sono sicura di esserne venuta fuori del tutto.<br />
Sbattuta contro un muro ho vorticato per un paio di minuti, per qualche ora. In verità non mi sono mossa affatto. Ero prigioniera del mio corpo prima e lo sono ancora adesso. Anche se dormo e sto sognando il mio corpo non cessa di indulgere alla progressiva inarrestabile decomposizione biologica. Ma nel sogno sono luminosa e leggera, così tanto che l&#8217;impresa di sollevarmi dal suolo diventa una bazzecola, o forse no, è un&#8217;impresa pericolosa, come lo sganciamento della bomba atomica, sono una nuvola di vapore mefitico pronta ad infrangersi con vellutato fragore esiziale sul tombino SPQR più vicino. Il mio posto è nel paradiso limaccioso tra il bordo del marciapiede e la distesa di foglie marce che veste l&#8217;asfalto del vialone giallo. La città è più umida e sordida del solito stanotte. Il fiume rumina i suoi fottuti ricordi millenari e il Colosseo cede qualche metro di trincea alla malinconia e alla sconfitta, dimenticandosi per un poco di essere eterno, disumano e immobile, tanto da potersi lasciare scivolare addosso indifferente il fetore della vita che scorre e il caos della metropolitana gravida di giapponesi. Ad un certo punto, lui. Inaspettato. Era così vicino che potevo contare i pori della pelle del suo viso. Era vivo ed era accanto a me. Voleva me. Aveva una disperazione dentro e un fuoco sotto la pelle, un&#8217;intermittenza violenta e irresistibile. Ho guardato, insonne dentro il mio sogno, ho guardato senza stanchezza la curva morbida della sua schiena bianca. Ho provato a leggere il segreto delle sue labbra. Gli occhi spalancati nei suoi occhi belli e il suo corpo, un meraviglioso geroglifico di carne custodito gelosamente dal lenzuolo. Un mistero tuttavia pronto a disvelarsi. Ma è arrivato il giorno e troppe cose seppellite in me non sono riuscite a venire a galla. Prigioniera di un corpo che sogna, un corpo in coma che tarda a svegliarsi. Un corpo bugiardo, un corpo traditore. Non oso immaginare i tempi e i costi della riabilitazione. Il fisioterapista mi informerà a tempo debito che è troppo tardi e io metterò mano alla pala e seppellirò ancora, getterò terra e letame fino a che non farà più male ripescare per caso una giacca di velluto e passi che si allontanano e la nube islandese che non si dirada.<br />
Spero solo che la fisioterapia sia scaricabile dalle tasse.<br />
Domani, se mi sveglio, chiamo la commercialista.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/152/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=152&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/06/24ore-proiezioni-oniriche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Quaranta Express.</title>
		<link>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/06/quaranta-express/</link>
		<comments>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/06/quaranta-express/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 01:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>artemisiagiuge6884</dc:creator>
				<category><![CDATA[C'è un gran disordine dentro il baule.]]></category>
		<category><![CDATA[La Ciotat]]></category>
		<category><![CDATA[Lumière]]></category>
		<category><![CDATA[Marzullo]]></category>
		<category><![CDATA[Méliès]]></category>
		<category><![CDATA[Piji]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma. 40 Express]]></category>
		<category><![CDATA[Signorini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/?p=150</guid>
		<description><![CDATA[Così all&#8217;improvviso ricominci a scrivere. E sarebbe interessante se l&#8217;esistenza fosse declinabile alla maniera di un film di Méliès, un proiettile nell&#8217;occhio della luna insomma, invece di essere solo una fottuta locomotiva lanciata a tutta velocità nel culo dell&#8217;universo. Esistevano due scuole di pensiero e l&#8217;ebbero vinta quei due gran furbacchioni dei fratelli Lumière. Questa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=150&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così all&#8217;improvviso ricominci a scrivere.<br />
E sarebbe interessante se l&#8217;esistenza fosse declinabile alla maniera di un film di Méliès, un proiettile nell&#8217;occhio della luna insomma, invece di essere solo una fottuta locomotiva lanciata a tutta velocità nel culo dell&#8217;universo. Esistevano due scuole di pensiero e l&#8217;ebbero vinta quei due gran furbacchioni dei fratelli Lumière. Questa è la verità. La poesia scomparve dal mondo quando il treno arrivò alla stazione di La Ciotat, da quel momento fu un turbinio di disillusioni e disvelamento di bassezze, una cena romantica organizzata dentro il cesso di un autogrill. La poesia si è estinta come un dinosauro. Ma si trattava di un dinosauro enorme, un dinosauro ingombrante, da non poterlo smaltire sotto un tappeto. Perciò la ricordiamo la poesia e la ricordiamo così forte da pensare che ci sia ancora, che esista, che faccia parte di noi, del quotidiano, che ci redima, che ci salvi. Ci aggrappiamo ad un filmino in bianco e nero, a immagini sgranate che vorremmo avessero più verità di cose tangibili come il vomito, la merda, la malattia, il corpo in decomposizione.<br />
Se solo quel treno non ci fosse arrivato addosso, forse le cose avrebbero preso una piega diversa. La mela della conoscenza sarebbe marcita senza assaggio e l&#8217;Eden non ci sarebbe scomparso a tradimento da sotto il culo. Lo sapevamo cazzo che si trattava di mera prosa, lo abbiamo sempre saputo, ma avremmo potuto continuare a far finta di niente, a crogiolarci nella filosofia e nell&#8217;abuso di sostanze psicotrope. La bellezza è una bugia ben raccontata. Amiamo la musica, la letteratura e l&#8217;arte. Invece ci tocca sorbire il telegiornale, il lavoro nero, i conflitti, gli incidenti, lo sfacelo della politica e Barbara D&#8217;Urso. Occorre una reazione in tempi brevi. Snudiamo questa maledetta immaginazione, senza tante mistificazioni ideologiche incancrenite e inutili, spolveriamo il ricordo della poesia che abbiamo perduto ma che siamo incapaci di dimenticare del tutto, che coltiviamo in contumacia, irresistibilmente. Oppure, alla peggio, votiamo la nostra vita al colesterolo e all&#8217;alchermes. Io dal canto mio di recente ho ripreso a mangiarmi le unghie e ho ricominciato a scrivere per evitare di arrivare ai gomiti. Per qualche mese ho provato a stare nel mondo, tutta concentrata e rappresa in un complicato intreccio di precariato lavorativo e sentimentale. Non volevo immaginare. Volevo un fottuto contratto di lavoro anche solo lontanamente legale, volevo pagare le tasse, imprecare a piacimento senza sensi di colpa e qualcuno nel mondo che fosse lì per me. E&#8217; stata una teoria di giorni a dieta ferrea di fantasia, iniezioni di concretezza e pragmatismo, denti del giudizio, comportarsi da adulti, restare sul binario, trovare la strada, colpi sotto la cintola, tirarsi su, tirarsi su, un complimento, non credere al complimento, ancora giù, incassare, incassare e andare avanti. Poi per alcuni tratti è stato bello. C&#8217;erano amici, musica, colori e fiumi di ebbrezza. Ma essere felice comporta una crisi d&#8217;astinenza da immaginazione difficile da superare. Così ho ricominciato. Ero incastrata sul sedile di un 40 express che attraversava il versante sud di Piazza Venezia e ho visualizzato una scena. Io, tirata a lucido e sicura di me, le gambe accavallate, le braccia distese lungo i braccioli di una poltroncina dal design moderno, di pelle bianca. Di fronte a me, Alfonso Signorini, pronto ad intervistarmi, lui e i suoi calzini in filo di Scozia a righe colorate. Un fuoco di fila di domande oziose, a cui rispondo in maniera oziosa, con sufficienza. Posso permettermelo. Arriva il gran finale. &#8220;Un&#8217;ultima domanda, una canzone, che la descriva appieno&#8221;. E&#8217; vagamente marzulliano il Signorini della mia immaginazione. Io lo fisso dritto negli occhi e mi sistemo sulla poltroncina con gesti lenti e calcolati prima di rispondere senza esitazione, sicura e ficcante come un dardo di fuoco: &#8220;Pungiball di Piji Siciliani, mio caro Alfonso, è ovvio&#8221;. La sua faccia ridotta ad una maschera stolida e sconfitta non ha prezzo. Beccati questo, vita.<br />
Il 40 express arriva a destinazione, io scendo facendomi largo tra i giapponesi.<br />
Una grossa palla gialla incombe su Castel Sant&#8217;Angelo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/artemisiagiuge6884.wordpress.com/150/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artemisiagiuge6884.wordpress.com&amp;blog=8340933&amp;post=150&amp;subd=artemisiagiuge6884&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://artemisiagiuge6884.wordpress.com/2010/10/06/quaranta-express/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/8fb84b6b3700f03003a6c27053610521?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">artemisiagiuge6884</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
